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Rooibos, il quasi tè rosso africano

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rooibosVivere non è semplice, non lo è mai stato, ma ora si è aggiunta la fretta di vivere, consumare ogni minuto, ogni istante… bisogna assolutamente far qualcosa, chi si ferma è perduto…
E’ talmente dentro la nostra cultura che esistono persone che non sanno fermarsi ed invece di guardare i colori di un tramonto guardano l’orologio o parlano al cellulare… ci sono persone che così consumano anche i sentimenti… e arriva lo stress, che parola incredibile, nasconde già nel suono qualcosa di sgradevole… ma è chic,"di tendenza", soffriamo tutti di stress come fosse una malattia dovuta ad un microbo e non al nostro modo di vivere.


Ovviamente il tè non serve, se non siete capaci di fermarvi probabilmente non avrete alcun interesse a perdere un po’ di tempo per prepararvi una tazza di tè, a “perdere del tempo” e ..non fare nulla tranne aspettare. Salvadores nel film Mediterraneo fa dire ad Abatantuono: “la maggior parte del piacere è nell’attesa” parlando di un caffè greco, quello con i fondi che, se siete troppo veloci, si conficcano in ogni poro della lingua… il piacere è nell’attesa, sante parole, avere un momento dove non c’è nulla che ci ostacoli, l’attesa come tempo, come premessa e non come ansia.
Eppure anche l’appassionato teinomane a volte la sera ha problemi se beve tè, anche se spesso sente il bisogno del piacere di qualcosa di profumato e caldo, certo esistono le tisane ma di solito sanno di “erboristeria”, faranno anche bene ma non hanno quel qualcosa di… avvolgente…di coccola intima.

Qualche anno fa ho scoperto il rooibos, oddio in realtà già ne avevo bevuto ma sempre puro senza nemmeno avere molte informazioni e ammetto che non mi faceva impazzire, poi, invece, scopro che i tedeschi ne consumano quantità sproporzionate e inizio ad assaggiare quelli aromatizzati; risultato? droga! Nel senso buono, ovviamente.
Bere rooibos la sera dopo cena, magari guardando un film, leggendo un libro, sdraiati sul divano con una coperta e la musica a scaldare il cuore, bè vi assicuro che è molto piacevole e distensivo… è come una morbida spugna che smussa lo stress, lo rende più leggero.

ALLORA VEDIAMO PER BENE CHE COS’È:

viene dall’Africa, diffuso soprattutto intorno a Città del Capo, si tratta delle foglioline e dei ramoscelli di una leguminosa che si chiama Asphalatus Linearis; è un arbusto che assomiglia molto alla ginestra con fiorellini gialli e piccole foglie. Il nome Rooibos deriva dalla deformazione afrikaans ( un misto di olandese, francese, tedesco, inglese con altre lingue malesi) di Red Bush, ossia cespuglio rosso; in realtà il cespuglio è verde ma dopo la lavorazione le foglioline diventano rosso ruggine e così è il colore della tisana, di qui il nome. Spesso viene chiamato tè rosso africano (molto impropriamente non derivando dalla Camelia Sinensis), Rooitea oppure tè dei Masai, e tutti questi nomi, spesso mettono in difficoltà i negozianti;-), a proposito la pronuncia non è alla francese ma proprio come si scrive.

Come dicevo la pianta è originaria del Cedarberg e viene da sempre utilizzata dalla popolazione locale Khoisan.
Il primo a classificarla fu il botanico Carl Humberg nel 1772.
Bisogna aspettare i primi del novecento però perché si iniziasse a diffondere anche in Europa grazie al commerciante di origine russa Carl Humberg che ne inizio ad importare delle piccole quantità in Europa e in seguito fu il primo a sperimentarne le coltivazioni anche per lo sfruttamento industriale bisogna aspettare la fien della seconda guerra mondiale.
Esiste un piccolo aneddoto proprio sulle difficoltà di far nascere le nuove piantine in quanto il seme dell’ Asphalatus Linearis è minuscolo: era difficilissimo riuscire a raccoglierne un buon numero ma il tutto si risolse quando una delle operaie scopri che le formiche ne prendevano grandi quantità che poi portavano al nido dove era facile recuperarli; quindi se oggi ci beviamo una bella tazza di rooibos dobbiamo ringraziare proprio le formiche.
Al giorno d’oggi il rooibos oltre che in Sudafrica è molto utilizzato in Giappone, Germania e i paesi del nord Europa ma si sta affermando anche negli Stati Uniti ,in Oriente e addirittura in Cina.

COLTIVAZIONE E LAVORAZIONE

Delle tre varietà di Aspalathus Linearis ne viene coltivato per l’utilizzo come tisana uno solo, il rosso detto anche delle zone rocciose, originario della zona del passo Pakhuis, è un arbusto che arriva a 2 metri di altezza dal portamento eretto formato da un unico fusto dal quale, poco sopra il terreno, si aprono i rami sottili; le foglie sono aghiformi, di un verde brillante e lunghe da 1 a 4 centimetri. E’ una pianta che ha un bassissimo bisogno di fertilizzanti essendo azoto-fissatrice (proprio per questo migliora il terreno dove cresce) ed in più tollera anche condizioni di terreno molto acido.
A primavera inizia a produrre dei fiorellini gialli dai quali si sviluppa un baccello con un solo seme.
La raccolta avviene durante il nostro inverno, ossia fra dicembre e aprile, le piante vengono tagliate a circa 30cm da terra, poi rametti e foglie vengono triturati e nella variante rooibos verde (non fermentata) fatti essiccare in una stufa, mentre nel più classico rooibos rosso (fermentato) bagnate e lasciate fermentare completamente fino ad assumere il tipico color rosso ruggine, dopodichè viene essiccato.

PROPRIETA’
Viene apprezzato fondamentalmente per due motivi: il primo è che è totalmente privo di caffeina, il secondo è la sua ridotta quantità in tannini ( il 4,4%) il che lo rende quasi dolce e, anche se siete distratti e lo dimenticate in infusione, mai amaro.
Le cose si bevono per il piacere che danno ma se possiedono anche dei buoni effetti sulla salute è un valore aggiunto e il rooibos è ricco in antiossidanti e in vitamina C diventando un decente sostituto del tè per chi ha problemi con la caffeina oppure per far fare colazione ai bimbi magari macchiato con un po’ di latte. Tradizionalmente gli indigeni lo usavano per curare l’insonnia, le coliti ed i problemi di digestione, inoltre come ingrediente per bagni contro gli eczemi..
Secondo le ultime ricerche l’infuso di rooibos è molto ricco in flavonoidi e acidi fenolici, in particolare acido caffeico, i quali sono riconosciuti come potenti antiossidanti; in tutto sono una decina i flavonoidi fra cui l’aspalatina, la rutina (importante nella sua azione di protezione sulle vene) e l’orientina. Altro grande merito del Rooibos è quello di essere ricco in minerali che lo rendono un buon dissetante grazie all’alto contenuto in minerali.

COME SI BEVE

Il rooibos è veramente facile da fare, non servono particolari accorgimenti e rende bene anche con quasi tutti i tipi di acqua, io personalmente non amo farlo con acqua troppo acida e mi mantengo su un PH neutro. Si usa una decina di grammi per litro con infusione a 100°C di circa 4 o 5 minuti; vista la finezza del triturato di foglie consiglio l’uso di un filtro a maglie troppo fini perché altrimenti si rischia di passare molto tempo a togliere le foglioline incastrate fra le maglie del fitro.
AL gusto è tendente al dolce con dei ricordi di nocciola, non molto ampio, di norma sono più apprezzate le varianti aromatizzate proprio perché “la base” non è molto caratterizzata. Se ne trovano di tutti i tipi, da quelli semplici tipo caramello e vaniglia a quelli più elaborati.
Essendo piuttosto dolce non lega molto bene con i cibi salati ( tranne che non varianti molto speziate) ma invece si abbina perfettamente con torte e dolci soprattutto con cioccolato.
Freddo in estate mantiene a lungo il colore senza diventare scuro e, come ho già detto, un buon riminalizzante e dissetante da portarsi anche in spiaggia non temendo che, una volta diventato caldo, sia sgradevole.

Bibliografia:
Erickson L., rooibos tea, herbalgram
Vender C., Erboristeria Domani

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 12 Ottobre 2009 11:50 )
 
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