Piccolissima guida sul tè per chi va di fretta!

Le origini cinesi

Esistono molte leggende intorno alla nascita del tè, inevitabile visto la propensione degli antichi di rivestire di sacro tutto ciò che aveva effetti medicinali o nervini ed è proprio questo l’effetto che sicuramente ha aiutato la diffusione dell’uso del tè. I cinesi le hanno ambientate a più di tremila anni fa, nascita probabile dell´inizio della storia delle foglioline di Camellia Sinensis e del loro matrimonio con l´acqua calda ma le prime testimonianze scritte risalgono solo all’inizio del primo millennio.
In un mondo dove ancora l´essere umano non era drogato e assuefatto di caffeina la teina era un potente stimolante, in più le proprietà antisettiche del tè e il fatto che per prepararlo bisogna bollire l´acqua lo resero più famoso della Coca Cola.
Piano piano uscì dalle vesti di medicinale per divenire bevanda popolare. Intorno al III secolo d.C. si inizio a coltivare e si svilupparono nuovi sistemi di essiccazione e lavorazione. Nel IV e nel V secolo non era più relegato agli imperatori e ai notabili ma talmente diffuso e amato da farne addirittura una pseudovaluta utilizzando dei panetti di foglie pressate ed essiccate (ancora oggi se ne trovano di molto belle o in semplici nidi chiamati Tuo- Cha).
Durante il susseguirsi delle dinastie cinesi il consumo e la produzione del tè si evolvono, quella più importante è  la dinastia Tang (618-906 d.C.) che viene ricordata anche come l’età dell’oro del tè; in questo periodo si elabora anche un cerimoniale per la preparazione e vengono date delle regole per la produzione.

L’arrivo in Occidente

In Europa i primi a importare il tè furono gli olandesi (intorno al 1610), qualche ricordo rimane ancora nella classificazione dei tè dove fra le varie sigle commerciali si trova spesso la dizione Orange che si riferisce alla casata reale olandese ( un po’ come dire:questo è un tè da reali); gli olandesi inizialmente importavano tè giapponese ma con l´incremento della richiesta cominciarono a rivolgere le loro attenzioni alle produzioni cinesi; la distribuzione del tè in Europa però era quasi tutta dovuta ai portoghesi.
Un pò tutta l´Europa cominciò a bere il tè ma l´arrivo del caffè affascinò di più i tedeschi e i francesi così rimase solo il mercato inglese e quello russo. I russi iniziarono a commerciare direttamente, via “cammello” con la Cina.
In Inghilterra arriva ufficialmente nel 1658, si può dire esattamente la data perché Thomas Garraway, il primo "importatore" ne fece pubblicità su di un giornale il 23 settembre di quell´anno, diceva più o meno così: "quell´eccelsa bevanda cinese, approvata da tutti i medici e chiamata in Cina Tcha, in altre nazioni Tay ossia Tee, viene venduta al Sultanees Head, una caffetteria in.."
Probabilmente le vendite andavano così così, gli inglesi tendono ad essere conservatori e allora il prode Thomas pubblico un opuscolo intitolato " Esatta descrizione della coltivazione, qualità e virtù del Tè in foglia" in cui sosteneva che il tè era la panacea di tutti i mali.. un po´ come le pubblicità che ci assillano tutti i giorni!
Fortuna disse che il Re Carlo II si sposò con la principessa Caterina di Breganza del Portogallo, grande consumatrice di tè e  sapete come vanno queste cose... Tutti a bere tè!.
Da qui comincia la passione inglese per le foglie della Camelia Sinensis che ha trasformato il regno inglese  più di quanto pensiamo, ad esempio  la marineria per costruire navi velocissime in modo da portare il carico in pochissimo tempo (i clipper) anche se ad onor del vero le prime produzioni di queste nevi velocissime erano americane, ha creato le prime sale da tè dove potevano andare le signore, una guerra con la Cina (la famosa guerra dell´oppio), la scintilla per la secessione americana (il Boston Tea Party), la trasformazione dell´India e di Ceylon...

La pianta

La pianta del Tè appartiene alla Famiglia delle Theacee e al genere delle Camelie, genere che ospita almeno 150 specie e varietà, inclusa quella ornamentale della Camelia Japonica.
Ma solo con 16 di esse si producono tè e tra queste le più diffuse in coltiva-zione sono la Sinensis, la Assamica e la Manipurica.
E’ una pianta dicotiledone, arbustacea sempreverde, propria delle regioni tropicali e subtropicali.
Allo stato selvatico, a seconda della specie, può raggiungere i 10-15 mt. d’altezza.
Le foglie possono misurare dai 10 ai 16 cm. di lunghezza e dai 3 ai 6 cm. di larghezza
Il colore è di un bel verde, più chiaro nella parte inferiore
Sono disposte su rami in maniera alternata e assume nella varietà Sinensis la forma ellittico-lanceolata, mentre nella varietà Assamica ha forma ovale. In tale ultima specie, tra l’altro, i bordi si presentano seghettati.
La pianta del Tè si riproduce per talea o per seme.Semi della pianta del tè
In caso si proceda per la riprodu-zione per semenza occorre che il seme provenga da piante sane e robuste, dalle quali non si sia proceduto a raccolta per almeno 1 anno.
I semi vengono posti in germinatoi per 50 giorni, dopo di che la piantina è posta a dimora nel terreno scelto precedentemente preparato.
Laddove la semina avvenga direttamente in campo vanno prediletti terreni in zone dove le precipitazioni sono frequenti ed abbondanti
Anche se la pianta non è troppo esigente in fatto di terreno è preferibile che questi siano acidi e ricchi di humus.
Ideale è una temperatura media che si attesti intorno ai 20° e piogge copiose e ben distribuite nell’arco dell’anno.
la pianta del tè
la pianta del tè
Una certa umidità è particolarmente apprezzata dalla Camelia tanto che può trarre giovamento anche dalle rugiade notturne.
L’altitudine ideale è tra i 1.000 e i 2.000 mt. s.l.m., quantunque non abbia difficoltà a crescere in zone subtropicali poste sul livello del mare.
Necessarie alla sua vita produttiva sono le cure agricole che dovranno riguardare la pulitura e sarchiatura del terreno, nonché la sua necessaria concimazione.
Proprio a causa di tali particolari cure le piantagioni vengono spesso definiti “giardini”
 

La lavorazione

E’ la lavorazione a fare la differenza, noi occidentali tendiamo a dividere i tè in tè nero e tè verde ai quali si è aggiunto ultimamente il tè bianco, questa divisione è empirica e dovuta solo alla colorazione delle foglie, in realtà la giusta classificazione dovrebbe essere:

  1. Tè non fermentati ( o non ossidati): i bianchi e i verdicottura delle foglie di tè
  2. Tè semifermentati (o semiossidati): gli oolong e i gialli
  3. Tè fermentati (o ossidati): i neri
  4. Tè post fermentati: il Pu Erh

La lavorazione iniziale delle foglie è comune a tutte le tipologie e consiste nella raccolta ( manuale per i tè più pregiati, semimeccanica per i tè di buon livello e meccanica per i tè di bassa qualità) e l’avvizzimento ossia il far perdere parte del contenuto d’acqua alle foglie in modo di renderle morbide.

In tutte le lavorazioni l’ultima fase è quella dell’essiccamento completo in modo da lasciare solo il 5% di umidità nel prodotto finito, in questo modo il tè si può conservare a lungo.

 

Un ringraziamento a Giustino Catalano per la parte botanica.

 

 

 


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