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Rito e Rituale

Ci sono nella vita una serie di atteggiamenti, di ricorrenze e di movimenti che ci regalano un piacere che va oltre quello squisitamente materiale.

Il rito è parte essenziale del nostro essere, è un bisogno spirituale che trova la sua realizzazione (il rituale) in una serie di azioni, di gesti che servono a rassicurarci, a coccolarci. Il rito sono le pastarelle dopo il pranzo di festa, leggere il giornale la domenica mattina, la colazione lunga quando si è in ferie o il preparare una tazza di tè.

Notate bene: il rito, quello che sentiamo veramente e non quello condizionato dalla pubblicità, è legato ad un momento di pausa, ad un momento tutto per noi, il rito è emozione razionale.
L´uomo è insicuro per natura, in fondo siamo sempre animali che per millenni hanno rischiato di venir divorati ogni giorno, naturale quindi che la paura di affrontare la variabilità degli eventi venga combattuta dal desiderio di routine, altresì l´uomo è anche fondamentalmente curioso ed una routine esasperata nel tempo diviene inaccettabilmente noiosa ( percentuale di divorzi in alimento costante ma, d´altronde, non c´è più la stagione di mezzo!).
Vien da sé che il rito è un´abitudine limitata nel tempo alla quale diamo un valore di relax cerebrale.
..ed è così che in Italia ci siamo persi il gusto del caffè!
Mi spiego: fino a non molto tempo fa le caffetterie come il Caffè Greco a Roma o Le Giubbe Rosse a Firenze erano posti dove si andava per riflettere davanti alla tazzina di liquido bruno, ora son diventati posti dove si "chiacchiera" davanti ad un aperitivo. Abbiamo ucciso il caffè costringendolo nell´ aggettivo qualificativo di veloce ( tranne che per gli addetti agli sportelli del comune) o facendogli assumere contorni meramente utilitaristici di "digestivo ed eccitante"; gli abbiamo tolto il rito riducendo ad istanti il suo rituale... e perdendo il caffè abbiamo perso un pezzetto della nostra identità, e allora abbiamo cercato dei surrogati; le osterie dove non si "praticava nessun rito" si sono trasformate in wine bar dove la cerimonia della degustazione ( lasciatemi sorridere) è diventata più importante del prodotto stesso, beviamo etichette di carta e le paghiamo anche care, cercando di creare il rito abbiamo fatto diventare il rituale mera immagine.
Ora iniziano a nascere nuove sale da tè, speriamo bene!
Il tè, come ho già detto qualche volta è socievole ma non sociale, si apprezza in compagnia ma il vero piacere lo assume nel momento in cui siamo soli...noi e la teiera...noi e il cucchiaino con la quantità giusta, piccolo segreto personale...noi e il momento in cui lo versiamo nella tazza... noi e l´attimo in cui cogliamo il suo primo profumo... sono cinque minuti di noi , il mondo fuori...gesti rassicuranti... anche scaldare e pulire la teiera assume un contorno di pace.
Il tè, quello caldo, è fuga dal mondo, è realtà profumata, è la sicurezza di compiere qualcosa solo per noi stessi. Toglietegli anche solo uno di questi gesti e perderete la magia del rito, il tè freddo ne è una buona dimostrazione, non ci lascia sognare perché quando lo versiamo non reca il ricordo della preparazione, quando lo beviamo lo facciamo "veloce".
Non vi ho parlato dei rituali più conosciuti, come la cerimonia del tè giapponese, il tè Kung Fu cinese e il tè delle 5 inglese, mi riservo di scriverne in futuro.
Vi lascio con un passo tratto dal libro "La Cerimonia del Tè" di Julia V. Nakamura:
"...Nel ripetere le parole di prammatica o nel compiere gesti codificati da secoli par quasi ci si voglia spersonalizzare, prender parte a una forma prefissata per sempre che ci permetta di vivere un rapporto senza tempo con la storia..."

Ovviamente le mie son solo idee personali ma spero siano una sorta di provocazione per voi, così da poter ricevere i vostri pensieri su questo tema.

Dal vocabolario Garzanti:
"Rito: procedura, prassi sancita dalla legge, da un regolamento, dal costume... che è secondo un rito; previsto, stabilito, ordinato da un rito... est. che fa parte di un comportamento, di una prassi abituale..."

"Rituale: s. m., l´insieme delle formule e delle azioni proprie di un particolare rito sacro... l´insieme delle norme che regolano una cerimonia a carattere pubblico, o di particolare importanza; più com. in questo sign. cerimoniale."

 

bibliografia:
Renè Guenon - Iniziazione e realizzazione spirituale
Julia V. Nakamura - La cerimonia del tè
Master Lam Cham Kuen - La via del tè


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